LINEE POLITICHE PER LA CONFERENZA STAMPA DEL 12/05/2012 - O.D.G. SUL CASELLO DI SANTA VENERANDA
 

Scritto da Administrator, 12-05-2012 13:37

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1° Forte critica al metodo e nella sostanza: un o.d.g. senza previa consultazione, a 4 ore di distanza dal ritorno del sindaco dalla missione, una richiesta di rinvio rifiutata, non è un metodo democratico; nella sostanza del documento: non ci sono elementi concreti di certezza sulle cose scritte; tempi, costi, finanziamenti, crono programma ecc. ecc.

2° Forte critica alla maggioranza: 18 voti favorevoli (almeno dovevano essere 21) quindi una minoranza ha deciso per tutto il consiglio e per tutta la città; i 3 voti contrari e l’astenuto se non fossero rimasti in aula non ci sarebbe stato il numero legale, ed anche questo la dice lunga sugli equilibri (instabili) della maggioranza;

3° Forte critica all’I.D.V. e a Di Bella in particolare: il voltafaccia in 12 ore del consigliere Di Bella ha un record per il comune di Pesaro sul “cambiare idea”; prima alla conferenza stampa dei comitati Di Bella si abbandona a dichiarazioni contro la maggioranza e il Sindaco che sanno di rottura (e articoli sui giornali), poi rilascia un’intervista pubblicata il Lunedì sul Carlino, con tanto di Foto, in cui ribadisce la sua contrarietà, alla fine in consiglio comunale si “abbandona” a dichiarazioni che lo portano ad astenersi, ma forse alla fine avrebbe anche votato a favore; ecco il nuovo della politica coerente con se stesso e il suo partito; il suo collega ha addirittura “benedetto sia il casellino”...;

4° Promesse elettorali: come il sindaco, la maggioranza e alcuni esponenti quali Pieri e Briglia avevano sempre affermato che erano contrari al casello a Santa Veneranda, sia in campagna elettorale sia successivamente, ora la campagna elettorale la fanno con la circonvallazione di Muraglia, sapendo che non vedrà la luce non prima di 6-7 anni; non solo sono così “furbi” che hanno inserito il casellino dentro la nuova perimetrazione dell’area blu dove sono previste le limitazione di circolazione... ma che coerenza è, per di più sulla cassa d’espansione del torrente Genica; almeno Briglia e Pieri dovrebbero dimettersi... questo è forse l’accordo con I.d.V.? Ora chiederemo una mozione che anticipi prima le realizzazioni delle circonvallazioni di Muraglia e Santa Veneranda, poi il casellino... Giusto?

5° precisiamolo: la bretella di F.lli Gamba, il raddoppio della Urbinate dalla bretella all’attuale casello di Pesaro Nord, erano già previsti nell’accordo per la 3° corsia dell’autostrada; tradotto, se non facciamo il casello, quelle opere verranno comunque realizzate.

Daniele Malandrino

Alessandro Bettini

Dario Andreolli

Alessandro Di Domenico

Ultimo aggiornamento: 12-05-2012 13:37

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LE “SECESSIONI” SONO VALIDE ALTERNATIVE AI GOVERNI REGIONALI?
 

Scritto da Administrator, 09-05-2012 16:02

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Pubblicato in : Attività Politica, Politica

Ritorna in “auge” il ritornello delle secessioni dei comuni già passati alla Romagna con la richiesta accettata dalla Regione di altri tre comuni: Monte Copiolo, Sassofeltrio e Gabicce Mare.

Tutto quello che si chiede e si ottiene, più per ragioni strettamente personali che di interesse pubblico, fa venire il “latte alle ginocchia”, perché tutto quello che è stato concesso con i referendum potrebbe essere anticostituzionale, poiché avvenuto in base a Leggi che prevedono le votazioni per elezioni politiche o amministrative ogni 5 anni e non per la defezione perpetua di passaggi di territori: non esiste alcun regolamento dal Regno d’Italia o della Repubblica Italiana che preveda la richiesta di passaggio di comuni da una provincia all’altra o da una regione all’altra. Prendendo in considerazione poi l’eliminazione della elezione amministrativa delle province, non si dovrebbe recepire la richiesta di suddetti comuni.

Per dare senso alla balorda situazione venutasi a creare con il passaggio dei suddetti comuni alla Romagna, anziché promulgare Leggi Parlamentari ad Hoc per le varie Secessioni, potrebbe essere prevista la creazione, con regolare Legge Statale, di un nuovo Ente Amministrativo denominato Territorio Autonomo del Montefeltro (T.A.M.) CHE UNISCA tutti i comuni coinvolti di quest’area, in un unico progetto regolato da leggi proprie con l’apporto sostanziale delle due regioni e con risorse anche Statali per i primi 5 anni, quasi fosse una “Regione Autonoma”.

Potrebbe essere anche questa una risposta al bisogno di “federalismo” che possa soddisfare in modo omogeneo popolazioni e cittadini accumunati dallo stesso territorio.

Ultimo aggiornamento: 09-05-2012 16:02

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PESARO NON PUO’ PERMETTERSI DI PERDERE NEMMENO UN IMPRENDITORE
 

Scritto da Administrator, 05-05-2012 12:01

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Pubblicato in : Attività Politica, Attività economiche e commerciali

Non credo che Pesaro possa permettersi di perdere capacità e volontà imprenditoriale proprio in un momento congiunturale come quello che stiamo vivendo, ed è in queste situazione che bisogna trovare la forza di reagire. La Politica, chi amministra questo territorio, ha il dovere di saper offrire opportunità per chi vuole investire o ampliare la propria attività, piuttosto che soffocarlo in un mare di burocrazie e, peggio ancora, nei pantani della politica.

E’ giusto che ognuno faccia la sua parte, chi vuole investire deve avere la sua opportunità e convenienza, chi gestisce il territorio deve salvaguardarlo e armonizzarlo nel tessuto socio-ambientale, chi vive su quel territorio deve poter sviluppare la propria esistenza.

Può sembrare impossibile conciliare questi grandi macro fattori, ma in verità si integrano in simbiosi mutualistica; un territorio deturpato a causa della cementificazione non può garantire né vivibilità e sviluppo sociale, né tanto meno attrattiva per gli investimenti e lo sviluppo socio-economico.

Le preoccupazioni emerse in questi giorni del mondo imprenditoriale per l’impossibilità di poter investire sul nostro territorio, è la misura che dimostra l’incapacità di chi amministra a offrire opportunità concrete e perseguibili a chi vuole credere ancora nel nostro tessuto socio – economico, conciliandolo con le esigenze ambientali e gestionali del territorio. Non è come chiedere la “botte piena e la moglie ubriaca”, è saper proporre strategie territoriali innovative e contestualizzate in una visione ampia e lungimirante.

Non è vero che a Pesaro non si può investire, forse è più corretto dire che non si ha un’idea nuova di investimento, anche nelle attività produttive già esistenti. Ma questo non per difetto del mondo imprenditoriale, ma per difetto di chi amministra, il quale dovrebbe offrire tutti quegli strumenti di garanzia, sia per l’investitore ma anche per il tessuto socio-ambientale in cui si contestualizza l’investimento stesso.

Sono certo che oggi non manchino strumenti concreti che possano conciliare una nuova struttura produttiva con sistemi di compatibilità ambientale, non solo; se l’approvazione di tale progetto, anche in variante al piano regolatore (che oggi forse non ha più senso), fosse avvallata anche da una relazione socio-economica-ambientale, che non è il misero piano industriale, che dice tutto e soprattutto il niente, ma che offre spunti di visioni per il futuro in modo concreto, oppure che si chieda che, a chi investe, vengano privilegiate imprese e professionalità locali, offrire agevolazioni sui piani tariffari dei servizi pubblici, oppure la richiesta di una ricaduta sociale sul territorio, insomma di proposte, ed anche sensibilità disposte ad ascoltarle, oggi sono molto di più di quello che ci si può aspettare, ed allora dico, perché non possiamo essere noi stessi a proporre ad investire sul nostro territorio, con quest’ottica, ed attrarre investitori anche fuori dal nostro territorio?

Ultimo aggiornamento: 05-05-2012 12:30

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