ANCHE IL COMUNE DI PESARO HA UN SUO TESORETTO QUASI 15 MILIONI DI EURO DA INCASSARE PDF Stampa E-mail
 

Scritto da Ale DiDo Admin, 16-08-2012 10:01

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Pubblicato in : Attività Politica, Politica

 

Circa 15 milioni di euro di residui attivi (crediti da incassare) che il Comune di Pesaro ha accumulato in questi anni, un tesoretto che di fatto “tiene la baracca a galla”, perché entrano nelle spese correnti, non si possono investire e servono per pagare stipendi, premi, produttività e fornitori, ma solo quelli che non fanno opere pubbliche, quelli sono schiacciati dal patto di stabilità. Ecco il risultato di una recente commissione Bilancio nella quale si è cercato di sviscerare il tema dei residui, quelli passivi, i debiti del comune, sono sempre onorati in tempi rapidi quelli nella spesa corrente, che ha lasciato solo un dato inquietante: di questo “tesoretto” l’unico utilizzo è per la spesa corrente, cioè non può essere utilizzato per le strade o per investimenti e questo è davvero un peccato.

C’è un però che l’Assessore, assente dalla commissione, non può sottovalutare. La somma che si è accumulata in questi anni, potrebbe non essere riassorbita con perdite che potrebbero raggiungere anche il 40%, a causa dei tempi lunghi di riscossione. Ecco, questo elemento è la vera negatività sui residui attivi. Ci sono crediti che risalgono ad oltre i 5 anni e che sicuramente in parte non potranno mai più essere riscossi. Ecco che in questo caso la politica e gli uffici dei servizi possono fare di più. Ad esempio non è ammissibile che vi siano oltre 700.000 euro di crediti esigibili dai servizi educativi, negli ultimi 5 anni quando i cicli educativi sono di circa 3 anni.

Anche se fossero “solo” 500.000 euro, queste risorse potrebbero essere utilizzate per i materiali di consumo, per l’attività didattica, per rinnovare i piccoli giochi o materiali morbidi per l’attività didattica, per non dire per fazzoletti, carta, bicchieri che spesso vengono chiesti ai genitori oltre a 40 euro di contributo volontario a famiglia all'anno. Solo con questa cifra nelle scuole materne comunali circolano circa 40.000 euro all’anno, che potrebbero essere coperte dal comune se solo riscuotesse tutto e subito.

I vari assessori continuano a ripeterci che non ci sono i soldi per intervenire anche con importi ridicoli come 4.000 euro, per questo non sono credibili. È evidente che la crisi di questi anni ha contribuito ad aumentare l’insolvenza da parte delle famiglie, ma allora il fondo anticrisi di 170.000 euro a cosa serve? Siano i servizi stessi ad indirizzare le famiglie ad attingere da questo fondo che sarebbe giusto rimpinguire fino a 250.000 euro così come mi fu negato in fase di bilancio preventivo.

 

Ultimo aggiornamento : 16-08-2012 16:04

   
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