SCUOLE DELL’INFANZIA IL TAVOLO DEL DIBATTITO E’ LA STAMPA PDF Stampa E-mail
 

Scritto da Ale DiDo Admin, 30-12-2010 12:58

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Pubblicato in : Attività Politica, Varie

Ecco cosa succede quando non c’è una progettualità strutturata e condivisa. Gli interlocutori, anziché sedersi intorno ad un tavolo, approfondiscono il dibattito attraverso la stampa. Non vi sembra troppo semplicistico e riduttivo? Quando proposi una “conferenza di servizi educativi”, un confronto formativo tra scuole comunali, statali, educatori, insegnanti, genitori sensibili, parte politica e, mettiamoci pure, anche il Sindacato, una sorta di piattaforma di partenza, una base di confronto, che servisse a compiere scelte ragionate e consapevoli, era proprio per evitare quello che oggi accade sui giornali, ovvero, ognuno ragiona solo dentro il proprio orticello.

Ma perché il punto di partenza non è il bambino e l’aspetto pedagogico educativo? E’ facile asserire che inserire un “insegnante esterno” in ogni plesso è meno invasivo che esternalizzare il servizi di alcuni plessi. E’ facile sostenere che se alcuni plessi scolastici fossero totalmente esternalizzati non si vedrebbero le differenze per chi comincia quel percorso. E’ facile essere “paladini” del “sistema comunale” quando non si conoscono progetti educativi degli Statali o di quelli Privati.

Credo che questa “torre di babele” debba essere abbattuta una volta per tutte, e, l’Amministrazione Comunale in questi anni ha fatto sempre di tutto per alzarla questa torre e ha fatto poco per abbassarla o per abbatterla. Perché vorrei partire dai bambini, e vorrei farlo con un confronto, non di umori, ma di esperti? Perché vorrei capire quanto sono “snaturati” quei genitori che non si avvalgono per nulla dei servizi per l’infanzia; oppure vorrei capire quanto sono “sfortunati” quei bambini, e quelle famiglie, che affidano il loro futuro alle scuole statali, piuttosto che a quelle private; vorrei capire quali “esseri problematici” saranno quei bambini che vengono affidati anche a servizi orari con “animatori o intrattenitori” diversi di volta in volta; vorrei capire perché gli “educatori insegnanti” di una struttura pubblica, sono diversi da quelli di una struttura privata o di cooperative di servizi.

Caro Assessore, Caro Sindaco, Caro Dirigente Comunale, Carissimi Insegnanti, Prodighi Sindacati e Poveri Genitori, quando avrò tutte le spiegazioni, allora si potrà scegliere cosa è meglio per i NOSTRI BAMBINI.

Ultimo aggiornamento : 30-12-2010 12:58

   
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